APOKALUPSOS

Sculture e opere nella mostra Philippe Berson Palermo Apokalupsos

Simone Mannino Pour PHILIPPE BERSON

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LA MOSTRA

Apokalupsos – pour Philippe Berson è il progetto espositivo di Simone Mannino, concepito a un anno dalla scomparsa dell’artista francese Philippe Berson (Parigi 1963–2025), scultore radicale, performer e cofondatore di Atelier Nostra Signora. La mostra apre al pubblico il 20 maggio 2026 negli spazi dell’Ex Oratorio di Vicolo Sant’Orsola, a Palermo, e si sviluppa in parallelo al Forno Studio Berson, ex forno trasformato in fucina alla Vucciria. Riunisce sculture, pitture e costumi di scena in un percorso che attraversa venticinque anni di pratica condivisa tra i due artisti, tra teatro, corpo e materia. Non si configura come una retrospettiva né come una commemorazione, ma come una riattivazione della presenza dell’opera nello spazio: un confronto attivo tra lavori che ne rinnova la forza e la tensione.

IL TITOLO E LA STRUTTURA

Dal greco Apokalupsos, rivelazione. Il titolo definisce il processo: non la fine, ma ciò che emerge e continua a operare. Il percorso espositivo si articola come una mappa drammaturgica per capitoli: K – Kamikaze, S – Sant’Agata e Sebastiano, V – Vudù, M – Mon Amour, C – Colossi, D – Donna Mursi. Non un’avanzata lineare, ma un sistema di scene. Ogni opera è una lettera e insieme un varco. La materia – ossa animali, metallo, terra, pelle – non è mai simbolo: è presenza attiva, sottratta al ciclo biologico e reinserita in una grammatica altra.

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Philippe Berson, Atelier Nostra Signora, Istanbul, photo R. Scibetta, 2013

A partire dal nucleo centrale di opere di Berson e Mannino, la mostra apre a una costellazione di artisti e linguaggi: poesie di Clément Roussier, saggi critici e filosofici di Marcello Faletra, disegni di Simona D’Amico, una scultura di Jesse Gagliardi, pitture inedite di Allegra Pedretti, un memento mori di Michele Ciacciofera. I ritratti fotografici di Gaetano Costa restituiscono la dimensione nomade e performativa della pratica di Berson, tra materia organica e presenza corporea. Un film inedito di Lorenzo Spinelli, prodotto per l’occasione, rielabora materiali video d’archivio in forma intima e stratificata.

Un secondo spazio espositivo si apre alla Vucciria, nello studio dell’artista: un ex forno trasformato in fucina, affacciato sulla piazza. Qui sono presentati disegni e pitture di Philippe Berson, che restituiscono una dimensione più intima e processuale del lavoro, in dialogo con il tempo della scultura, della vita e della natura, intrecciati in una soglia continua che offre uno spazio di permanenza e contemplazione.

Simone Mannino, Atelier Nostra Signora, Istanbul, photo R.Scibetta, 2013
Simone Mannino, Atelier Nostra Signora, Istanbul, photo R.Scibetta, 2013

IL FORNO BERSON

Il Forno Berson (Via Panettieri 30), lasciato nel suo disordine generativo, conserva la struttura viva del lavoro: la luce che entra dalla saracinesca, la stratificazione degli oggetti, la materia in trasformazione. In questo contesto, un’installazione sonora a cura di Gaetano Dragotta e Ruth Kemna costruisce una relazione tra corpo, suono e tempo, mentre un lavoro in progress di Marika Pugliatti estende il progetto oltre la forma dell’opera compiuta. Il progetto si articola così tra due poli: l’Ex Oratorio, corpo principale della mostra, e il Forno Berson, che agisce come secondo spazio attivo, mantenendo il lavoro in uno stato aperto e processuale.

Il Public Program/ PREVIEW

Il Public Program, a cura di Rossella Puccio – giornalista e critica d’arte – accompagna la mostra come estensione critica e relazionale per tutta la sua durata. Non una cornice didascalica: uno spazio di costellazioni di persone, storie e pratiche che ruotano attorno al lavoro di Philippe Berson, alla visione di Simone Mannino, e alla ricerca di Atelier Nostra Signora. Il primo appuntamento inaugura domenica 17 maggio, Il vernissage recupera il suo significato originario: quando non indicava semplicemente l’inaugurazione, ma l’ultimo atto della creazione: gli artisti stendevano la vernice finale davanti agli sguardi dei primi visitatori.

Lo spazio dell’Ex Oratorio si apre mentre è ancora in trasformazione, nell’atto di definire l’allestimento. Il pubblico entra nel tempo del fare. Alle ore 17:00 si comincia con un Vernissage Talk, tavola rotonda con Evelina De Castro, storica dell’arte e direttrice del RISO – Museo regionale d’arte moderna e contemporanea di Palermo; il critico d’arte e filosofo Marcello Faletra, e l’artista visivo e direttore artistico di Atelier Nostra Signora, Simone Mannino. Modera: Rossella Puccio. Segue un attraversamento urbano verso la Vucciria, e lo studio visit nella fucina di Berson. Il programma prosegue per tutta la durata della mostra come sequenza aperta di atti critici, incontri e pratiche condivise. Un evento nell’ambito di Gibellina Off e il XV Festival Settimana delle Culture.

Catalogo e progetto grafico di Luca Pantorno.

OPENING | INAUGURAZIONE

Ex Oratorio, Atelier Nostra Signora — Vicolo S. Orsola 13, Palermo

Mercoledì 20 maggio 2026, ore 19:00 – Attivazione dello spazio e performance inaugurale site-specific di Simone Mannino con Chiara Muscato e Clément Roussier.

ORARI DI APERTURA

Mercoledì – Sabato | 10:00-13:00 / 17:00-21:00

Ingresso intero € 8 | Ridotto € 5

PARTNER ISTITUZIONALI

Progetto a cura di Atelier Nostra Signora.

Institut Français| Kultur Ensemble | Gibellina Capitale dell’Arte Contemporanea 2026| RISO – Museo regionale d’arte moderna e contemporanea di Palermo| XV Festival Settimana delle Culture| Sicilia Queer filmfest.

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Segnaliamo il nostro articolo sulla Mostra attualmente in corso a Roma al Palazzo delle Esposizioni, una grande retrospettiva dedicata a Mario Schifano. Scopri anche la Mostra “Tragicomica“, attualmente al MAXXI.

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