Tra dissolvenze e memoria: la poesia visionaria di Antonio Spagnuolo

Antonio Spagnuolo Dissolvenze e Sussurri

Presentazione della raccolta “Dissolvenze e sussurri

Ho conosciuto la scrittura di Antonio Spagnuolo con la raccolta di poesie Canzoniere dell’assenza (Kairos, Napoli, 2018) e sono subito rimasta folgorata dalla bellezza dei suoi versi, ora torno a leggere la sua ultima raccolta e voglio scriverne perché mi pare molto moderna nei temi che affronta, in linea che lo stile che amo ma sempre nuovo rispetto ai libri precedenti.

La raccolta Dissolvenze e sussurri di Antonio Spagnuolo (La Valle del Temp, Napoli, 2025) si presenta come un itinerario poetico denso di visioni, memorie e inquietudini, nel quale la parola diventa materia fluida, capace di oscillare continuamente tra eros e dissoluzione, luce e ombra, corporeità e astrazione. Fin dal titolo, il libro suggerisce un movimento di progressiva rarefazione: le “dissolvenze” indicano lo sfumare delle immagini, delle passioni, persino dell’identità, mentre i “sussurri” evocano una poesia sommessa, interiore, quasi pronunciata sul confine tra presenza e assenza.

Antonio_Spagnuolo_Dissolvenze_Sussurri

L’opera si muove lungo una linea lirica che intreccia dimensione pittorica, musicale e visionaria. Non è casuale che molte poesie facciano riferimento a colori, pennelli, geometrie, superfici e riflessi: la scrittura di Spagnuolo sembra infatti costruirsi come un quadro astratto, nel quale le parole si aggregano per lampi, frammenti e vibrazioni emotive. In Bluesky/word leggiamo:

“Affonda nel cobalto ogni idea
quasi a plasmare forme dell’ideale”

Qui il colore non è semplice elemento descrittivo, ma sostanza mentale, luogo simbolico in cui l’idea si immerge e si trasforma. L’azzurro, il cobalto, l’indaco, il pervinca ritornano spesso nella raccolta come tonalità dell’inconscio e della memoria. Il poeta lavora sul valore evocativo del lessico cromatico, ottenendo effetti di intensa suggestione sensoriale.

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Gerhard Richter, Abstract Composition 726, 1999

Uno degli aspetti più significativi della scrittura di Spagnuolo è la capacità di fondere linguaggio artistico e tensione esistenziale. In testi come Pennelli, Triangoli, Astratto o Spazi geometrici, l’universo della pittura diventa metafora del vivere e del conoscere. La realtà appare frammentata, mobile, continuamente sottoposta a metamorfosi:

“Nessuna forma del cosmo
esclude l’onda che refluisce
ed imprime lo specchio fragoroso
capace di esplorare spazio e tempo.”

In questi versi emerge una poesia che non si limita alla rappresentazione del reale, ma tenta di attraversarlo, penetrandone le stratificazioni profonde. Lo spazio poetico diventa così un laboratorio dell’inconscio, dove immagini e simboli si rincorrono in una continua oscillazione tra empirismo e fantasia, come già sottolineato da Carlo Di Lieto nell’Incipit del volume.

Accanto alla dimensione visionaria, centrale è il tema dell’eros, vissuto però non come pura celebrazione sensuale, ma come forza ambigua, memoria dolorosa e insieme necessità vitale. In Sogno il desiderio si manifesta attraverso una corporeità intensa e struggente:

“Nel sogno riappare la tua carne.
Io con violenza la palpo
per accertarmi che sei di nuovo viva”

L’amore in Spagnuolo è sempre attraversato dalla precarietà e dal rischio della perdita. Anche nei momenti di maggiore passione permane il senso dell’assenza, del tempo che consuma, della memoria che lentamente erode. In Erosioni il corpo diventa luogo di dissoluzione:

“Nessuno saprà mai lo stesso senso
del battere le tracce e l’erosione.”

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Gerhard Richter, Nude on Staircase, 1966

Questa tensione fra desiderio e caducità costituisce uno dei nuclei più intensi della raccolta. Tuttavia, proprio nella fragilità dell’esistenza, la poesia di Spagnuolo trova una sua luminosa autenticità. Anche la vecchiaia, anziché essere descritta come semplice declino, assume una dimensione di dolcezza meditativa:

“non più l’urgenza della passione ardita
ma dolce come nettare”

È una poesia che accetta il trascorrere del tempo senza rinunciare alla tenerezza. Le immagini del “focolare”, della “brina al vetro”, delle “semplici carezze” restituiscono un senso di intimità profonda e di umana riconciliazione.

Molto forte è anche la presenza della memoria, che attraversa l’intero libro come un’eco persistente. I ricordi non appaiono mai stabili o consolatori: sono frammenti, riflessi, bagliori intermittenti. In Tremore del suono la parola stessa sembra disfarsi:

“Si disfa la parola, simbolo che sparisce
e poi ritorna
nel margine obliquo del ricordo”

Qui emerge una delle qualità più alte della scrittura di Spagnuolo: la capacità di rendere poetica l’incertezza, di trasformare il vuoto e la dispersione in musica verbale. La sua lingua è ricca, barocca, spesso stratificata, ma mai gratuita; ogni accumulo lessicale tende a creare una densità emotiva che avvolge il lettore.

Un altro elemento rilevante della raccolta è la tensione etica e civile. In testi come Gerusalemme, Libertà e tragedia, Quattordici anni o Egli tace, il poeta affronta il dolore della storia contemporanea, le guerre, la violenza, la perdita dell’umano. In Gerusalemme scrive:

“Dove pregavano mani intrecciate
ora s’alzano pugni e fucili”

La poesia si fa denuncia della barbarie, ma senza mai perdere una tensione verso la speranza. Persino tra “polveri e macerie” rimane “il sogno di un bimbo che ammira le stelle”. Questo sguardo, insieme tragico e umano, rappresenta una delle note più alte del libro: Spagnuolo non cede mai al nichilismo assoluto, perché nella parola poetica continua a sopravvivere una possibilità di salvezza.

Dal punto di vista stilistico, Dissolvenze e sussurri si caratterizza per un linguaggio fortemente analogico, ricco di accostamenti sorprendenti, improvvise aperture simboliche e musicalità interna. La sintassi spesso procede per accumulo, creando un flusso immaginativo che trascina il lettore dentro una dimensione quasi onirica. È una poesia che chiede partecipazione e ascolto lento, perché vive soprattutto nelle risonanze e nelle sfumature.

Inoltre, colpisce la capacità dell’autore di mantenere viva una continua tensione artistica anche in età avanzata. La sua scrittura non appare mai stanca o ripetitiva: al contrario, conserva un’irrequieta vitalità, una ricerca incessante sul linguaggio e sulle possibilità dell’immagine poetica. La raccolta testimonia così una fedeltà assoluta alla poesia intesa come esplorazione dell’essere.

Dissolvenze e sussurri è un libro che attraversa il tempo, la memoria, il desiderio e la perdita con intensità visionaria e profonda sensibilità musicale. La poesia di Antonio Spagnuolo si distingue per la ricchezza simbolica, la forza evocativa delle immagini e la capacità di trasformare l’esperienza personale in materia universale. Anche laddove domina il senso della dissoluzione, permane sempre un nucleo di luce, una volontà di resistenza affidata alla parola poetica. È proprio in questa continua oscillazione fra ombra e splendore che il libro trova la sua autenticità più intensa.

Bluesky/word
Affonda nel cobalto ogni idea
quasi a plasmare forme dell’ideale
che rimette in asse ogni dubbio.
Ed è pervinca la mano che accarezza
il mistero dei colori già vecchi,
nel finto circuito delle illusioni.
È indaco il segreto che traspare
nel continuo sofisma dei versi
intrecciati al sussurro delle foglie.
Oltremare le pennellate per onde
che avvolgono i silenzi sfilacciati
nei frammenti che attendono prodezze.
In ogni dissolvenza c’è la traccia
di quella gioia che sorvola fantasie.

Gerhard_Richter_September_2005
Gerhard Richter, September, 2005

Sogno
Nel sogno riappare la tua carne.
Io con violenza la palpo
per accertarmi che sei di nuovo viva,
nuda tra i cuscini roventi.
Quasi per celia l’invito di un sorriso
offre l’amplesso ed io affondo
senza più il timore, già fatto galeotto.
Aspettavo il momento in cui adornavi
il crepuscolo malandrino e complice,
ed accettavi il lento brusio dell’abbandono.
Il trabocchetto ormai rivela gesti abbaglianti
spartiti con la mia accortezza.

Memoria
Tue le dita del gelsomino,
le cadenze del cielo stellato,
il crespo incerto della gonna,
il tremolare delle tue caviglie
la cui cadenza smuove desideri
come frutti caduti nell’anello
che mescola un ritmo sorridente.
Dal clamore dell’oggi
e con il passo che batte nel mistero
hai misurato le vecchie corone
per respirare ad avidi polmoni
il mistero che avvolge la tua assenza.
Ora i frammenti sono prigionieri
dell’eterna sospensione
e l’impudenza non placa mai le spalle
offerte ai riflessi della tua memoria

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COSA SIGNIFICA FARE POESIA – Antonio Spagnuolo

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Segnaliamo i seguenti articoli dedicati alla poesia contemporanea: la presentazione del volume “Zebù bambino” di Davide Cortese, a cura di Paolo Pedrazzi, e il ricordo di Giorgio Linguaglossa, a cura di Letizia Leone.

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