Il peso del sogno e del disincanto – “Le tentazioni di Madame Bovary” di Serena Maffia, letto da Letizia Leone

Un lungo monologo in due atti la recentissima versione drammaturgica della Madame Bovary di Flaubert (1957) pubblicata da Serena Maffia, autrice sapientemente ironica e lirica allo stesso tempo, dal titolo “Le tentazioni di Madame Bovary” (Edizioni Croce, 2026)

Figura strategicamente inquieta, Emma, si rivela in queste pagine in un ininterrotto flusso interiore, novecentesco stream of consciusness di Joyciana memoria, che ordisce nella versione della nostra poetessa un ritmico e incalzante svolgimento dell’azione scenica.

Data per scontata l’universalità romanzesca del capolavoro di Flaubert, la narrazione filtrata dai tecnicismi teatrali, può farsi serrata sulle percezioni, le emozioni e i sentimenti della protagonista senza abbassare mai la tensione del racconto. E qui il racconto è la tentazione, le tentazioni. Paradossalmente da questa messa in scena di un sentimentalismo romantico, così anacronistico ai nostri giorni, risulta per contrasto quanto tale rilettura stimoli una riflessione sul nostro presente.

La Bovary è archetipo letterario del bovarismo, quella fantasticheria idealizzante della propria esistenza che scambia la letteratura per la vita e viceversa con i suoi   correlativi della noia, dell’alienazione, dello spleen, della fuga nell’illusione (o nella realtà virtuale diremmo noi), eppure tutti questi effetti illusori assediano tuttora la nostra ordinaria quotidianità. Tanto che il bovarismo, per certi aspetti, potrebbe essere una figura emblematica dei nostri giorni.

Foto di scena dalla rappresentazione “Bovary Madame
D’après Gustave Flaubert” di Christophe Honoré – Théâtre de la Ville de Paris

Sebbene la materia del sogno di questa eroina ottocentesca risulti obsoleta nella ridondanza di parole belle e antiche (che tuttavia ancora ci seducono) come Voluttà, Tentazione, Seduzione, Colpa, Desiderio e il rito lento del Corteggiamento, tutta moderna e contemporanea è invece la forte erotizzazione dell’esistenza. E se la degradazione di Eros ha corrotto l’immaginazione attraverso il bombardamento mediatico della pubblicità e la diffusione continua di immagini seduttive, è pur vero che la figura del commerciante manipolatore Monsier Lheureux ha assunto proporzioni globali e sistemiche.

Allora possiamo leggere con nostalgia certe pagine che sono la celebrazione di Eros e delle sue cerimonie, laddove questa erotizzazione epurata da ogni critica ritrova il suo spazio che è anche e soprattutto, uno spazio poetico. Affermava Octavio Paz che “Poesia ed erotismo nascono dai sensi, ma non finiscono con essi. Inventano, nel loro svolgersi, configurazioni immaginarie: poesie e cerimonie.”  Serena Maffia ne conosce bene i meccanismi e lo dichiara: “E dei giardini della nostra mente chi se ne occupa? Cosa c’è di meglio dello starsene la sera accanto al fuoco, mentre il vento batte ai vetri, sotto la lampada accesa con un buon libro? …Vi è mai capitato di ritrovare in un libro una vostra immagine offuscata? Quasi ci tornasse da lontano: l’intera descrizione dei nostri sentimenti più profondi. Preferisco i poeti. Tentatori e tentati dalle passioni!”

La quotidianità che noia!”: e allora torniamo a pensare Freud che ci diceva che le passioni sono giochi di riflessi tra immagini introiettate, fantasmi, rappresentazione idealizzata dell’altro.

Per Emma, protofemminista, l’amore è sovversivo. Ogni tentazione, desiderio o lusso è un esercizio di libertà una sfida alle convenzioni sebbene il prezzo sia altissimo. Eros e Thanatos.

Serena Maffia si concentra sulle tentazioni, su tutte le promesse di gioia e promesse chimeriche dell’amante, sulla voluptas che vuole essere poeticamente scappatoia dalla finitudine. Esaltazione dell’infinito carnale. Poesia e teatro. “Se il teatro è il doppio della vita, la vita è il doppio del teatro” scriveva Antonin Artaud.

Ormai i due piani si confondono, fondono e completano.

Allora la domanda fatale in tempi di “pop-porno” e “OnlyFans” è: si può ancora precipitare nel sentimentalismo di un sogno? E ciò va considerato alienazione o salvezza? Serena Maffia con questo intenso monologo riaccende la scintilla del grande sogno romantico e della fuga dalla mediocrità del reale. Riaccende la scintilla del desiderio che vive non solo nel presente atemporale della poesia ma pesa come vuoto (e rimozione sofferta) nel cinismo e disincanto dei nostri giorni.

https://www.ibs.it/tentazioni-di-madame-bovary-libro-serena-maffia/e/9788864025568?srsltid=AfmBOoogmCXt_lWfdsOTzR50o9ccHRKyos4WsQgQ97QWHefpZ7Cxmaxd

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