Il respiro dell’immagine: il viaggio di Mario Schifano nel tempo

La grande retrospettiva al Palazzo delle Esposizioni racconta la rivoluzione visiva del “pittore puma”

Esiste un luogo, nella pittura contemporanea, in cui il reale si dissolve per diventare pura superficie e pensiero. Questo luogo appartiene da sempre all’opera di Mario Schifano. L’artista ha segnato in modo indelebile la storia dell’arte italiana ed europea del secondo Novecento.

Roma celebra oggi questa figura irrequieta e geniale con una grande retrospettiva ospitata presso il Palazzo delle Esposizioni. La mostra, aperta dal 17 marzo al 12 luglio 2026, permette al pubblico di ripercorrere l’intero tragitto creativo di un maestro capace di anticipare i tempi.

Mario Schifano - Palazzo delle Esposizioni

Il percorso e l’impatto nell’arte contemporanea

La traiettoria artistica di Schifano comincia negli anni Sessanta, all’interno di una capitale ancora dominata dall’Informale. Da quel contesto emerge la sua figura, che Goffredo Parise battezzò affettuosamente con il termine di “pittore puma“. Lo scrittore scelse questa definizione per via del temperamento schivo ma al contempo feroce e imprevedibile dell’artista. Schifano osservava e catturava il mondo con l’attenzione vigile e silenziosa di un felino, pronto a scattare per fissare l’attimo sulla tela.

Il gesto iniziale di Schifano consiste nel portare il grado zero dell’immagine sulla tela. L’artista accoglie i frammenti della modernità e i marchi del consumo, inserendoli nei suoi lavori. In questo modo, l’opera supera i confini tradizionali e si apre alla contemporaneità globale.

Il successo internazionale arriva ben presto, grazie a una poetica che unisce la cultura pop americana alla tradizione pittorica europea. I suoi lavori influenzano profondamente i decenni successivi, trasformando il modo di intendere la pittura.

Mario Schifano - Palazzo delle Esposizioni
Mario Schifano – Palazzo delle Esposizioni

Opere significative della mostra romana

Le sale del Palazzo delle Esposizioni accolgono un corpus denso di opere, che documentano la vastità della sua produzione. Tra i lavori più rilevanti presenti nel percorso espositivo troviamo Grande particolare di propaganda. Questo lavoro racchiude l’attenzione dell’artista verso i segni del quotidiano e la loro forza comunicativa.

L’esposizione presenta inoltre le celebri serie dedicate ai paesaggi anemici e agli schermi televisivi. Schifano fotografa il flusso continuo delle immagini, portando la televisione e il cinema all’interno della pittura.

La sua eredità artistica rimane centrale per i creativi di oggi. L’autore ci ricorda continuamente il valore della libertà assoluta e il coraggio del rischio, senza mai scendere a compromessi con le mode del momento.

mario Schifano -Grande particolare di propaganda

Un’eredità che guarda al futuro

La ricerca di Mario Schifano ha trasformato il modo di concepire il quadro, non più come finestra sulla realtà, ma come schermo che riflette le mutazioni del mondo moderno. I critici hanno spesso sottolineato la sua capacità di oscillare tra pittura e concettualismo, mantenendo una freschezza esecutiva unica nel suo genere. Il suo lascito non riguarda solo le opere conservate nei musei di tutto il mondo, ma un’attitudine intellettuale. Schifano ci insegna che l’arte è un processo in continua evoluzione, un mezzo per leggere il presente senza timore di sporcarsi le mani con i linguaggi della cultura di massa.

https://www.palazzoesposizioniroma.it/mostra/mario-schifano

Segnaliamo l’altra grande Mostra attualmente in corso a Roma al MAXXI, “Tragicomica“, recensita per noi da Lorenzo Pompeo.

Lascia il primo commento

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*