Tracce di luce e mito: il segreto italiano di Cy Twombly

Due enormi dipinti astratti con grandi cerchi concentrici rosso sangue accostati nell angolo di una sala espositiva della Tate Modern
Veduta d'insieme della sala della Tate Modern dedicata al ciclo monumentale Bacchus di Cy Twombly, dove la pittura gestuale evoca l'estasi e la violenza del mito dionisiaco.

La folgorazione mediterranea del maestro che ha reinventato il segno

La New York degli anni Cinquanta ribolliva di un’energia pittorica monumentale e violenta. Gli espressionisti astratti dominavano la scena culturale americana con i loro gesti grandiosi e drammatici. In questo clima di accesa competizione, un giovane artista originario della Virginia ha scelto una strada completamente controcorrente. Cy Twombly ha deciso di abbandonare i grattacieli di Manhattan per inseguire una luce diversa. L’artista ha cercato il respiro millenario del Mediterraneo, stabilendosi definitivamente in Italia nel 1957. Questa decisione radicale ha trasformato profondamente il suo percorso artistico, distaccandolo dalle correnti d’oltreoceano per legarlo al mito antico.

Roma ha rappresentato per lui una vera e propria folgorazione intellettuale ed emotiva. Il pittore ha trovato una sistemazione prestigiosa in via Margutta, la storica strada degli artisti nel cuore pulsante della capitale. In questo angolo di paradiso romano, Twombly ha stabilito il suo primo atelier, respirando la vibrante atmosfera della Dolce Vita più autentica. Qui ha iniziato a frequentare assiduamente i tavoli del caffè Rosati a piazza del Popolo, stringendo legami profondi con la Scuola di Piazza del Popolo. Di conseguenza, è entrato in contatto diretto con grandi artisti italiani come Tano Festa, Mario Schifano e Jannis Kounellis.

Cy Twombly in abito bianco in piedi tra busti di marmo antico all interno di un lussuoso palazzo nobiliare romano
Cy Twombly e Tatiana Franchetti nel loro appartamento a Palazzo del Drago (Photo by Horst P. Horst/Conde Nast via Getty Images)

Il suo nucleo di amicizie e collaborazioni includeva le figure più audaci e influenti dell’avanguardia culturale del tempo. Plinio De Martiis lo ha accolto nella sua celebre Galleria La Tartaruga, offrendogli uno spazio espositivo cruciale per la sua conclusione europea. Twombly dialogava con intellettuali del calibro di Palma Bucarelli, la leggendaria direttrice della Galleria Nazionale d’Arte Moderna (GNAM). Inoltre, il barone Giorgio Franchetti, raffinato collezionista e cognato del pittore, ha sostenuto attivamente la sua complessa transizione verso l’estetica mediterranea. Questo sodalizio artistico si arricchiva della vicinanza fraterna con l’amico di sempre Robert Rauschenberg, con cui condivideva la ricerca segnica.

In questo ambiente così stimolante ha conosciuto Luisa de Castro, una giovane donna aristocratica, artista e colta. La coppia si è unita in matrimonio nel 1959, radicando definitivamente l’autore nel tessuto sociale italiano. Luisa è diventata la custode discreta del suo mondo privato, permettendogli di creare in assoluta e totale tranquillità. Attraverso questa fitta rete di affetti e scambi culturali, Twombly ha interiorizzato la storia e la poesia del nostro Paese. Di conseguenza, la sua arte ha smesso di essere puramente americana, accogliendo il respiro eterno della classicità romana.

Fotografia storica in bianco e nero di Cy Twombly di profilo accanto a una monumentale mano di marmo romano con il dito indice alzato
Il giovane Cy Twombly fotografato da Herbert List a Roma nel 1953 di fianco al colossale frammento marmoreo della mano di Costantino. Un’istantanea del legame viscerale dell’artista con l’antichità classica.

Le dimore del silenzio tra i vicoli di Gaeta e i palazzi di Napoli

Il legame con il nostro Paese si è esteso ben oltre i confini della città eterna. Twombly amava profondamente il Sud Italia, di cui cercava la luce accecante e la vicinanza rigenerante del mare. Negli anni successivi, ha acquistato una residenza a Gaeta, una dimora arroccata sul promontorio laziale che si affaccia sul Golfo. In questo luogo sospeso nel tempo, l’artista ha trascorso lunghi periodi di totale isolamento creativo. Il rumore delle onde e i colori della macchia mediterranea sono penetrati direttamente nelle sue composizioni mature, schiarendo la sua tavolozza.

Tuttavia, la sua ricerca di una dimensione intima e solitaria ha trovato un altro baricentro fondamentale nell’Alto Lazio. Nel 1975, il pittore ha acquistato un imponente palazzo cinquecentesco a Bassano in Teverina, un antico borgo medievale nella provincia di Viterbo. Le grandi stanze spoglie, i pavimenti in cotto e il silenzio mistico della campagna etrusca hanno offerto all’artista un rifugio creativo ideale. In questo studio solenne, lontano dalle rotte mondane, Twombly ha concepito alcune delle sue serie pittoriche più monumentali e riflessive. Le pareti austere del palazzo dialogavano perfettamente con la purezza primitiva dei suoi tratti grafici.

Anche Napoli ha occupato un ruolo centrale nella geografia sentimentale e professionale del maestro americano. La città partenopea, con le sue stratificazioni storiche, lo affascinava intensamente. Grazie alla collaborazione con il gallerista Lucio Amelio, Twombly ha presentato mostre memorabili che hanno segnato il panorama artistico napoletano. L’artista era solito camminare tra i vicoli storici del centro osservando i graffiti sui muri antichi, trovandovi una sorprendente affinità con i suoi segni pittorici. Per questa ragione, la sua opera sembra dialogare costantemente con la memoria dei luoghi che abitava.

Il suo linguaggio pittorico si colloca in uno spazio liminale e difficilmente classificabile. Sebbene si fosse avvicinato inizialmente all’Espressionismo Astratto, Twombly ha sviluppato uno stile totalmente indipendente.

Donna di spalle con giacca grigia osserva un immenso quadro astratto coperto da un groviglio di linee rosse colate
MUNICH, GERMANY – MAY 18: A woman watches an informal painting of artist Cy Twombly during the preview of new built Brandhorst museum on May 18, 2009 in Munich, Germany. The Brandhorst museum shows contemporary art of German collectors Udo and Annette Brandhorst. (Photo by Johannes Simon/Getty Images)

Grandi istituzioni italiane gli hanno dedicato mostre straordinarie sia in vita, sia dopo la sua scomparsa avvenuta a Roma nel 2011. La memorabile retrospettiva alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma ha celebrato definitivamente il suo immenso lascito artistico.

L’uomo oltre il mito e l’eredità nell’arte contemporanea mondiale

Oltre la grandezza del personaggio pubblico, l’uomo Cy Twombly amava condurre una vita improntata alla massima discrezione. Rifuggiva il clamore del mercato dell’arte, preferendo la compagnia di pochi amici fidati e i mercati di antiquariato. Collezionava busti romani, frammenti archeologici e sculture classiche, che disponeva con cura nei suoi luminosi atelier. Questo dialogo quotidiano con l’antico si rifletteva nella sua scultura, composta da frammenti di legno e gesso bianco. Di conseguenza, la sua intera quotidianità appariva come un prolungamento naturale della sua ricerca estetica.

Oggi il suo impatto sull’arte contemporanea a livello mondiale appare immenso e universalmente riconosciuto. Generazioni di giovani artisti guardano alla sua libertà segnica come a un punto di riferimento imprescindibile. Twombly ha dimostrato che la pittura può ancora narrare il mito senza cadere nell’illustrazione didascalica.

Il segno grafico diventa emozione pura, traccia visiva di un pensiero che si sviluppa sulla superficie bianca della tela. La sua capacità di unire la cultura classica americana al calore della storia europea rappresenta un ponte culturale irripetibile. L’Italia non è stata per lui un semplice rifugio esotico, ma una vera e propria patria d’elezione dell’anima. Tra i marmi di Roma, le stanze storiche di Bassano in Teverina e l’orizzonte di Gaeta, il pittore ha trovato la chiave per eternare il suo gesto. La sua arte custodisce la memoria di un mondo antico che non vuole morire, trasformato in graffito contemporaneo. Questa straordinaria sintesi di passato e presente assicura a Cy Twombly un posto d’onore nell’Olimpo dei grandi maestri del Novecento.

Dipinto astratto su sfondo bianco con densi colpi di pennello verdi smeraldo e venature rosa fucsia che colano
Cy Twombly, Untitled (Gaeta), 2011. La vibrante e fluida esplosione cromatica ispirata alla luce e alla macchia mediterranea del golfo di Gaeta.

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