Attraversare le contraddizioni: “Because of You” di Bilal Al Masri letto da Valentina Meloni

La raccolta Because of You (A causa tua) presenta al lettore anglofono una selezione significativa della poesia di Bilal Al Masri, autore libanese nato a Tripoli nel 1974, la cui scrittura nasce da una geografia esistenziale segnata dalla guerra, dall’instabilità e da una radicale interrogazione sul senso dell’essere. I testi, tradotti dall’arabo da Dr Anba Jawi MBE e Dr Mohamad Haj Mohamad, restituiscono una voce poetica di forte intensità visionaria, fondata su una costante tensione tra opposti: presenza e assenza, eros e distruzione, infanzia e perdita, sacro e nichilismo.

Uno degli elementi più riconoscibili della poesia di Al Masri è l’uso strutturale del paradosso. La realtà non viene descritta ma attraversata per collisioni improvvise, attraverso immagini che si negano e si completano a vicenda. Emblematico è il verso: “I’m carrying my head in sawn-off hands”, (“Porto la mia testa tra le mani mozzate”) dove il corpo diventa il luogo di una frattura insanabile, ma anche di una lucidissima autocoscienza. Qui la violenza non è solo storica o politica, bensì ontologica: l’io è costretto a sostenersi con ciò che lo mutila.

La raccolta è percorsa da una forte componente metapoetica. In A Story, Al Masri riflette sul destino dei personaggi e dei lettori, suggerendo che solo gli amanti possono “divorarsi i corpi come un sacramento”, ma aggiungendo subito dopo: “do not let them bear children, / this world is not a good one” (Non lasciate che facciano figli, / questo mondo non è un posto per loro”). L’amore, pur assoluto, non redime il mondo; al massimo lo sospende per un istante, in una tregua fragile e dolorosa.

Accanto a questa consapevolezza tragica, emerge un registro etico che sfiora talvolta una dimensione sapienziale, quasi sufi. In testi come Follow Me o The Path, la voce poetica assume i tratti di una guida interiore: “Don’t ask me where we’re going. / Just follow me.” (“Non chiedermi dove stiamo andando. / Seguimi e basta.”). Il cammino non è esterno, ma inscritto nel cuore; la verità non è un approdo, bensì un movimento continuo di spoliazione dell’ego.

La figura materna occupa un luogo centrale e simbolicamente densissimo. In My Mother, il silenzio della madre diventa spazio cosmico e origine di ogni linguaggio: “Her silence is a boat, / sea is but a drop upon her palm.” (Il suo silenzio è una barca, / il mare non è che una goccia sul suo palmo.”) È un silenzio generativo, che insegna non a dominare il mondo ma ad attraversarlo senza ferirlo: “I teach my children / how to handle water / without injuring the waves.” (“Insegno ai miei figli / come toccare l’acqua / senza ferire le onde.”). Qui la poesia di Al Masri tocca uno dei suoi vertici di tenerezza e profondità, opponendo alla brutalità del reale una fragile etica della cura.

Juan Gris – Head of a Woman (Portrait of the Artist’s Mother) – The Metropolitan Museum of Art

La guerra, pur raramente nominata in modo diretto, permea l’intera raccolta come un trauma diffuso. In Jasmine rises like bullets, la bellezza naturale e l’immaginario floreale vengono violentemente sovrapposti al lessico bellico: il gelsomino, fiore simbolo del Mediterraneo, “sale come proiettili”. L’immagine non è solo metaforica ma storicamente situata: la natura stessa sembra aver interiorizzato la logica della distruzione.

Juan Gris – Flowers on the Table

Sul piano stilistico, Al Masri mostra una notevole libertà formale. I testi oscillano tra liriche brevi e componimenti più distesi, spesso costruiti per accumulo di immagini. La lingua è fortemente corporea, sensoriale, ma al tempo stesso astratta, capace di slittare rapidamente dal dettaglio concreto alla speculazione filosofica. In The Treasure, ad esempio, il poeta si chiede se il linguaggio sia davvero “il tesoro nell’entroterra dell’anima”, per poi rovesciare l’assunto e affermare che è il corpo il vero luogo d’origine del tempo.

Un tema ricorrente è quello dell’insufficienza delle parole. In Words, Al Masri scrive che le parole che non sanno tradire il proprio significato, che non incendiano o non nutrono, “are merely words” (“non sono che parole”).

Because of You è, nel suo insieme, un libro attraversato da una tensione amorosa radicale. Il “tu” che ricorre ossessivamente non è mai del tutto identificabile: amante, divinità, patria, linguaggio stesso. In And because of you…, il tu è insieme “war and roses, peace and dreaming” (“guerra e rose, pace e sogni”), incarnazione suprema della coincidentia oppositorum. È proprio in questa irresolutezza che risiede la forza della poesia di Bilal Al Masri: nel rifiuto di ogni pacificazione, nella fedeltà a una verità franta ma necessaria.

La traduzione inglese, frutto di un lavoro corale e dialogico, riesce nella difficile impresa di conservare questa densità contraddittoria, mantenendo l’asprezza e la luminosità delle immagini originali. Because of You si impone così come un libro necessario, capace di parlare dal cuore del dolore contemporaneo senza rinunciare a una visione poetica alta, inquieta e profondamente umana.

Please Be Cherishing

Be warm to all war-orphaned children.
In a war, don’t leave them
permanently orphaned.
Fashion pairs of wings
for those who lost their limbs…
Don’t ever wave goodbye to them
but smile and let your smile follow them
wherever they may go.

Siate amorevoli
Siate affettuosi con tutti i bambini
resi orfani dalla guerra.
In guerra, non lasciateli
orfani per sempre.
Cucite delle ali
per chi ha perso le proprie membra…
Non salutateli mai con un addio,
ma sorridete, e lasciate che il vostro sorriso li segua
ovunque vadano.


Sparrow

Oh, little Sparrow
flapping with your wings,
may my heart fly with you.
Let it beat with you.

Take from me what you need
of grain and grasses.
Hold heaven in your beak
and hang it from branches.

Many green leaves await,
many leaves fly and fly.
Oh, little bird,
teach me to be
as light as leaves.

Passero

Oh, piccolo passero,
che sbatti le ali,
possa il mio cuore volare con te.
Lascia che batta insieme al tuo.

Prendi da me ciò che ti serve
di grano e di erbe.
Tieni il cielo nel becco
e appendilo ai rami.

Molte foglie verdi attendono,
molte foglie volano e volano.
Oh, piccolo uccello,
insegnami a essere
leggero come le foglie.

Squabbles

The tree’s more lovely when it’s naked,
seeing through it is more joyful.
Through it, I can watch the sky
wilting on bare boughs.

Like a little child
I can lift the sky up, near or far.

You grown-ups, older people,
you don’t know
how we shake each other
like a squabble
between nothingness and being.

Bisticci
L’albero è più bello quando è nudo,
attraversarlo con lo sguardo è più gioioso.
Attraverso di lui posso guardare il cielo
che appassisce sui rami spogli.
Come un bambino piccolo
posso sollevare il cielo, vicino o lontano.
Voi adulti, voi più vecchi,
non sapete
come ci scuotiamo a vicenda
come un bisticcio
fra il nulla e l’essere.


My Mother

Her silence is a boat,
sea is but a drop upon her palm,
that is how I plan to drown
wrapped in her blue sheets,
swaying, to and fro,
until the universe grows old.
How many waves are you, Mother?
Oh, plenty.
Still I ask, and your silence endures.
That is the answer I love.
In every seashell there’s a song –
seagulls are becoming clouds
impossible to separate from sky.
I no longer know what to become
for I have lost my song.
Mother
I dangle from the swing of your silence.
I teach my children
how to handle water
without injuring the waves.

Mia madre
Il suo silenzio è una barca,
il mare non è che una goccia nel suo palmo:
così ho deciso di annegare,
avvolto nelle sue lenzuola azzurre,
ondeggiando, avanti e indietro,
finché l’universo non diventi vecchio.
Quante onde sei, Madre?
Oh, tante.
Eppure continuo a chiedere
e il tuo silenzio perdura.
È questa la risposta che amo.
In ogni conchiglia c’è un canto –
i gabbiani stanno diventando nuvole,
impossibili da separare dal cielo.
Non so più cosa diventare
perché ho perduto il mio canto.
Madre,
mi dondolo all’altalena del tuo silenzio.
Insegno ai miei figli
come toccare l’acqua
senza ferire le onde.


I testi sono tratti da:
Because of You” Selected Poems – Bilal Al Masri
tradotti dall’arabo da:
Dr. Anba Jawi MBE
e Dr. Mohamad Haj Mohamad
le traduzioni italiane qui presenti sono di Valentina Meloni

BILAL AL MASRI – POETA

Bilal Al Masri è nato a Tripoli, in Libano, nel 1974. È un autore autodidatta, attivo nella comunità letteraria libanese e conosciuto in tutto il mondo arabo. Ha pubblicato quattro raccolte di poesia e nel 2023 alcune sue poesie scelte sono state tradotte in francese. Ha scritto tre romanzi e due opere teatrali, oltre a racconti per bambini, tradotti in inglese in Canada.

Sue poesie selezionate sono apparse in sei antologie, anche in lingua inglese e polacca. Ha ricevuto quattro diversi premi, tra cui il premio nazionale cinese “Zheng Nian Cup” nel 2023.

La sua più recente raccolta poetica è Crushing His Head with the Stone of Memory, parte di Ishraqat, una serie dedicata alle voci poetiche arabe, curata dall’iconico poeta siriano Adonis.

Bilal è sposato con Sonia Essa (di origine palestinese) e hanno due figli, Waheeb, di dodici anni, e Ghazle, di dieci.

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